Dichiarazione finale del VI CONGRESSO della CLOC LVC

17 aprile 2015

“Ogni persona brilla di luce propria in mezzo a tutte le altre. Non esistono due fuochi uguali. Ci sono fuochi grandi e fuochi piccoli e fuochi di tutti i colori. C’è gente di fuoco sereno, che non si cura del vento, e gente di fuoco pazzo, che riempie l’aria di faville. Certi fuochi, fuochi sciocchi, non fanno lume né bruciano. Ma altri ardono la vita con tanta passione che non si può guardarli senza strizzare gli occhi; e chi si avvicina va in fiamme.”
Eduardo Galeano

16528950304_5bceb5160c_k.jpgIn Argentina, terra natale del Che Guevara, di Evita, Martina Chapanay, Mercedes Sosa, a 200 anni dal Congresso dei Popoli Liberi convocato dal Generale Artigas, che diede impulso alla prima Riforma Agraria in America Latina e a 10 anni dalla dissoluzione del ALCA in Mar del Plata, abbiamo realizzato il VI Congresso Latinoamericano delle Organizzazioni Contadine.

Siamo la CLOC-VC, espressione organizzata dei contadini e contadine, popoli originari, afro discendenti, salariate e salariati del settore agricolo.

La CLOC, e’ il fuoco, la luce e l’azione della Via Campesina in America Latina. Siamo sorti dal cuore stesso del processo di 500 anni di Resistenza Indigena, Contadina, Nera e Popolare, che ha unito il movimento contadino storico ai nuovi movimenti che sono sorti in risposta ai processi di smantellamento imposti dalle politiche neoliberali.

Abbiamo accumulato forza, esperienza e lotta e abbiamo costruito proposte organizzative e programmatiche in accordo con i nuovi movimenti politici, affermando che la questione agraria riguarda tutta la società e come tale dobbiamo inserirla all’interno di una strategia di potere alternativo e popolare.

Il nostro Congresso si è sviluppato in un momento in cui le contraddizioni e la lotta di classe si riflettono in un una offensiva del capitale che promuove nuove guerre, oppressione e cospirazione contro i popoli, la cui massima espressione è l’attacco diretto al Venezuela, dichiarandolo un pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti, ma anche nelle diverse strategie “golpiste” e destabilizzanti, implementate dalle alleanze dei grandi gruppi imprenditoriali della comunicazione e il capitale finanziario cercando impedire la sovranità dei nostri popoli e ostacolare l’azione dei governi progressisti nella regione.

Riconoscendo l’avanzamento dei processi regionali e continentali d’integrazione come UNASUR, ALBA, MERCOSUR, e il CELAC, il VI Congresso saluta la crescente solidarietá e unitá tra le organizzazioni e i paesi dell’America Latina e dei Caraibi, che hanno sostenuto la posizione di Cuba e la sua denuncia al blocco nord americano e le manovre e le campagne che sono state attuate contro il suo popolo; attitudine che ci incoraggia a continuare nella costruzione della Patria Grande di Bolívar, San Martín, Martí, Sandino e Chavez.

Rifiutiamo il patriarcato, il razzismo, il sessismo e la omofobia. Lottiamo per società democratiche e partecipative, libere dagli sfruttamenti, discriminazioni, oppressione e esclusione delle donne e dei giovani. Condanniamo tutte le forme di violenza domestica, sociale, lavorativa e istituzionale verso le donne.

Alziamo la bandiera delle nostre compagne: il femminismo contadino e popolare fa parte del nostro orizzonte strategico di trasformazione socialista.

Il lavoro di rafforzamento delle nostre organizzazioni e specialmente delle nostre basi continuerà a stare al centro delle nostre priorità. Ci compromettiamo a rafforzare la partecipazione e integrazione della gioventù in tutti i processi organizzativi.

Riaffermiamo la Riforma Agraria Integrale e Popolare, l’agricoltura contadina e indigena di base agro-ecologica come componente imprescindibile del nostro cammino verso la Sovranità Alimentare e il raffreddamento del pianeta. Garantendo l’accesso alla terra e all’acqua, alle donne, ai giovani, ai senza terra, e assicurando il recupero dei territorio da parte dei popoli originari e afro discendenti. Inoltre lottiamo per il riconoscimento della funzione sociale della terra e dell’acqua, e la proibizione di tutte le forme di speculazione e accaparramento che le affligge. Ci compromettiamo impegniamo a continuare a difendere e a mantenere vivi i nostri semi contadini e indigeni, così che in mano delle comunità li recupereremo, li riprodurremo e li moltiplicheremo, secondo i nostri sistemi contadini. Non vacilleremo nella lotta contro qualunque forma di privatizzazione e appropriazione dei semi e di tutte le forme di vita.

Dobbiamo sconfiggere il modello agricolo imposto dalle corporazioni dell’agro-negozio che appoggiate dal capitale finanziario internazionale e basato nella monocoltura transgenica, nell’uso massivo di agro tossici e nell’espulsione di contadine e contadini dai campi, e’ il principale responsabile della crisi alimentaria, climatica, energetica e dell’urbanizzazione.

Chiamiamo a continuare a lottare instancabilmente per un mondo libero dai transgenici e dagli agrotossici che contaminano, provocano infermità e uccidono i nostri popoli, e la Madre Terra. Resisteremo uniti ai popoli e alle comunità all’estrattivismo, alla megamineria e a tutti i megaprogetti che minacciano i nostri territori.

Celebriamo il successo della Via Campesina che inserisce nell’agenda del Consiglio dei Diritti Umani della ONU la Carta dei diritti dei contadini e delle contadine. Chiamiamo le nostre organizzazioni a convertire la Carta in uno strumento di lotta dei popoli contadini e di tutta la società.

Il futuro e’reso fertile quando il tenero sorriso dei bambini, circa un centinaio, dal 1° Congresito, ha consegnato il loro messaggio per la pace e la cura della nostra Madre Terra.

Il futuro sono i nostri bambini, il presente si illumina con il vigore e la forza della gioventù, e i nostri principali strumenti sono la formazione, l’educazione, la comunicazione e la mobilitazione di massa, l’unità e le alleanze tra contadini e contadine, popoli originari, discendenti africani, lavoratori e lavoratrici delle campagne e delle città, studenti e settori popolari, organizzati al fine di conformare una forza capace di mettere in atto i cambi per i quali lottiamo. Viviamo un momento storico del tutto inedito e complesso, determinato per una nuova correlazione di forze tra il capitale, i governi e le forze popolari. Il capitale imperialista è attualmente sotto il controllo finanziario e delle multinazionali, pertanto identifichiamo il SOCIALISMO, come l’unico sistema capace di raggiungere la sovranità delle nostre nazioni, risaltando i valori della solidarietà, l’internazionalismo e la cooperazione tra i nostri popoli.

Contro il capitalismo e per la sovranità dei nostri popoli, America continua in lotta !

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